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A Berlino fu un gran successo. Era il 1899 e il comasco Salvatore Crotta lesse al VII Congresso Internazionale geografico una relazione su “La trascrizione dei nomi geografici”. Era poliglotta: forse si espresse in tedesco. Un giovane destinato ad un brillante avvenire, si sarebbe pensato in quel frangente. Ebbe, invece, una vita breve, solo 45 anni, ma che lasciò tracce importanti. Salvatore Crotta era nato a Como il 23 dicembre 1865. Centocinquanta anni fa. Morì ad Olmeda tra il 15 e 16 novembre 1911. Fu geografo, linguista, cultore di musica e molto altro ancora (anche insegnante).

Per un breve, ma decisivo periodo, fu direttore, il primo a tempo pieno, della Biblioteca Comunale di Como, quando questa ancora aveva sede presso il Liceo Classico. Subentrò nell’incarico a Francesco Fossati, dimissionario a metà del 1903. Crotta ne divenne il successore fino alla sua prematura scomparsa e per la biblioteca fece davvero molto, cambiando la sua impostazione, modernizzandola, “allargandola” a tutti. E oggi la biblioteca “ricambia”, con la mostra “Salvatore Crotta, geografo, bibliotecario, linguista” carte d’archivio, libri, cartoline e fotografie, a cura di Chiara Milani e di Giancarlo Montorfano (aperta fino al 16 gennaio 2016). Pannelli esplicativi e materiali vari (libri, quaderni, lettere, opuscoli, immagini) raccontano una personalità poliedrica.

Autore di alcuni volumi (ma possessore di molti, anche edizioni d’epoca!), qui citiamo solo “La Trascrizione dei nomi dei luoghi ne’ rapporti con la geografia e colla scienza del linguaggio” pubblicazione della Società di Esplorazioni Geografiche e Commerciali in occasione del VII Congresso Geografico Internazionale, in riferimento a quanto detto in apertura. Il volume era stato stampato a Como, nello stesso anno, con i tipi di Romeo Longatti (una tipografia allora prestigiosa e da molti anni ormai consegnata alla storia). In Biblioteca ci sono più faldoni che documentano il suo lavoro, in contatto con tutti gli esponenti del mondo culturale cittadino (ma non solo) di allora, come Enrico Musa (sua figlia Carla, scrittrice, lo conobbe da bambina), fondatore della Pro Cultura Popolare.

Alla morte di Crotta le sue carte e i suoi libri vennero ordinati dal suo successore, Carlo Volpati. Un intero faldone contiene (e se ne possono vedere alcuni) quaderni ed iscrizioni in lingue antiche e moderne: sanscrito, tedesco, russo, francese, greco, latino, turco, arabo ungherese, svedese, persiano e inglese. Ma il nostro si interessò anche di dialetto .

Aveva studiato a Pavia, frequentando dapprima un biennio di Scienze Matematiche, ma laureandosi poi in Lettere. Scrive Giuseppe Muti, ricercatore in Geografia politico- economica, facendo suo un concetto di Crotta “Il sapere storico e quello geografico sono alla base delle scienze sociali, poiché studiano la dimensione temporale e quella spaziale dell’esperienza umana, delineando il teatro in cui si svolgono tutte le relazioni siano esse culturali, politiche o economiche”.

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