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Guido Ravasi. Associazione per il Museo didattico della Seta di Como. Tutti i diritti riservati.

 

Guido Ravasi (Milano 1877- Como 1946), setaiolo e artista è certamente stato un “signore della seta”, per citare il titolo di una mostra (con catalogo) tenutasi qualche anno fa alla Fondazione Antonio Ratti, con la collaborazione del Museo didattico della Seta di Como, ma è stato anche un “viaggiatore” e un imprenditore che pur avendo ditta, uffici e studio a Como (almeno dal 1912) fu sempre aperto ad esperienze e contatti europei. A cominciare dalla sua formazione in quel di Krefeld (Germania), che come dice lui stesso in un volume autobiografico (ma abbastanza particolare) Sotto il faggio rosso di Cardina (1944) segnò in modo forte la sua vita (anche privata, visto che sposò una ragazza conosciuta là). Ravasi per lavoro e per interesse personale ebbe molteplici contatti con Parigi, Lione, Vienna (dove lavorò agli inizi del secolo), la Moravia, la Boemia, ma anche l’Olanda, l’Inghilterra, la Spagna, solo per citare alcuni casi.

 

 

Le Acli nascono a livello nazionale nel 1944 e fin dagli albori sono emigrate insieme ai lavoratori italiani, radicandosi in quei Paesi nei quali i nostri connazionali si recavano in cerca di lavoro: Francia, Svizzera, Belgio, Germania… Le precarie condizioni lavorative, la lontananza dalla terra d’origine, spesso dalla famiglia, le difficoltà legate all’abitazione e al non essere accettati in società con culture diverse, erano i temi di riflessione di quegli anni.

Grazie all’Associazione si cercava di trasformare il problema in comune rivendicazione di diritti e tutele da rivolgere ai datori di lavoro, ai sindacati, alle Istituzioni italiane e locali. Fondamentale è stato l’impegno volontario di tanti aclisti, a loro volta immigrati, che si ritrovavo nei circoli Acli per tenere annodati legami, asciugare lacrime, condividere la dura vita dell’emigrante, dare risposte e riconoscere diritti.