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La famiglia, questa sconosciuta... la stragrande maggioranza dei media italiani, ma anche del resto dell’Europa, descrive una famiglia multiproblematica che diviene terreno di coltura e addirittura sede quasi esclusiva della violenza e degli abusi sui minori e sulla donna; per questi motivi la diagnosi è quella di uno stato di cancrena dell’istituto familiare che, oramai, sembra essere vicino alla morte che, magari, potrebbe anche essere indotta, con un’opera misericordiosa di eutanasia della famiglia tradizionale, per non far soffrire troppo il soggetto.

Vorrei spendere due righe sul significato di tradizionale che deriva da traditio che significa trasmissione (nel caso della famiglia, trasmissione di amore, esperienza, valori e fiducia) mentre oggi il termine ha assunto un’accezione negativa di vecchio, superato, stantio; per questo motivo penso sia meglio definire la famiglia con il termine di naturale.

Una recente ricerca dell’Istituto Toniolo, svolta su giovani tra i 18 e i 29 anni, ha fornito i risultati che vado a sinteticamente esprimere qui di seguito nei dati più significativi:

  • oltre il 60% dei giovani si dichiarano favorevoli a formare una famiglia con due figli, il 15% con tre e il 4% con quattro figli anche se queste due ultime percentuali salgono al 40% se non vi fossero impedimenti e costrizioni causate dalla mancanza di politiche familiari adeguate;
  • oltre il 60% vede la famiglia fondata sul matrimonio come cellula fondamentale della società;
  • il rapporto tra genitori e figli mantiene un forte valore, non solo sul piano economico ma anche sul supporto emotivo e sulla trasmissione di fiducia nel futuro, tanto che l’80% afferma che l’esperienza familiare aiuta a coltivare le passioni e l’affermarsi nella vita mentre addirittura l’85% pensa che la famiglia sia un sostegno per il perseguimento degli obiettivi;
  • ben l’87% dichiara che la famiglia è facilitatrice dello sviluppo delle relazioni sociali e generatrice della fiducia nel futuro. 

Dalla lettura dei succitati dati mi chiedo allora se i giovani intervistati soffrano di una qualche rara malattia che li sta facendo vivere in un mondo immaginario, abbiano tendenze masochistiche oppure, e questa credo che questa sia la risposta giusta, se in Italia il soggetto famiglia, così come costituzionalmente definito negli art. 29-30-31 della nostra gloriosa Costituzione, possiede ancora un valore non ideologico ma di vera esperienza positiva nella generazione della vita e nella crescita relazionale sana delle nuove generazioni che, sole, potranno garantire l’indispensabile ricambio generazionale ma anche il miglioramento della società in termini di tessuto connettivo e di vicinato di prossimità con la costruzione di una vera rete relazionale.

Per consentire di realizzare i sogni e le idealità dei nostri giovani occorrerà imboccare senza tentennamenti la via delle politiche familiari considerando il soggetto famiglia come viene impostato nella nostra Costituzione che è totalmente percorsa dal favor familiae; per questo il Forum delle associazioni familiari continuerà a proporre percorsi concreti, per esempio, tra i tanti, l’applicazione del fattore famiglia e l’armonizzazione dei tempi di vita e di lavoro, a partire dai livelli territoriali in modo tale da generare il cambiamento dal basso senza abbandonare, ovviamente, il confronto e l’interlocuzione a livello nazionale in un’opera di advocacy del soggetto famiglia.

Per i motivi di cui sopra ritengo che il nostro territorio, e più in generale il Paese Italia, possa fungere da stimolo e da positivo esempio in ambito Europeo rispetto alla tenuta dei valori che ancora vengono testimoniati dal soggetto famiglia in Italia che sono in controtendenza con le derive individualiste e autoreferenziali di alcuni paesi dell’Unione Europea anche se alcune politiche familiari, specie quelle fiscali e tariffarie per favorire la natalità, di alcuni Paesi Europei possono essere assunte ad esempio positivo.