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Una biblioteca europea nel cuore di Como. Sì, la nostra Biblioteca Comunale, patrimonio cittadino, a disposizione di tutti, potrebbe anche avere questa ulteriore definizione. Ricchissima di storia e di “pezzi” essa possiede circa 400 mila tra manoscritti, opere a stampa e documenti multimediali. Una biblioteca di conservazione e di consultazione. Opere recenti e opere storiche in essa convivono. Un valore enorme. Ma questa biblioteca, prendendo soltanto in considerazione le lingue “vive” (insomma latino e greco a parte), possiede davvero anche molti testi non in italiano, in alcune delle lingue europee. Per la “sezione storica”, consultabile a catalogo, la parte del leone è costituita da opere (romanzi, si tratta di classi) e saggi  in francese o in tedesco.

"Un puzzle da ricomporre, in viaggio verso i Balcani”, questo il "filo rosso" per i ragazzi e le ragazze che dal 14 al 22 agosto si recheranno nei Balcani, sostando a Belgrado, Sarajevo e Zagabria, dove vivranno il Campo Giovani dell'Azione Cattolica di Como anche per "seguire" la traccia del Papa che il 6 giugno scorso si è recato a Sarajevo.

Papa Francesco, come si legge nella sua omelia in occasione della visita, ricorda che "Pace è il sogno di Dio per l'umanità, per la storia, con tutto il creato" e, rivolgendosi ai popoli della Bosnia-Erzegovina, aggiunge: "voi che sapete cos'è la guerra conoscete quanta sofferenza, quanta distruzione, quanto dolore implica!".

Per il terzo anno consecutivo, una classe del Liceo Terragni di Olgiate Comasco ha trascorso una settimana, dal 17 al 23 aprile, a Brühl, cittadina del Nordrhein-Westfalen, situata a metà strada tra Bonn e Colonia. L’esperienza rientra nell’ambito dello scambio culturale con il Sankt-Ursula-Gymnasium, la scuola cattolica di Brühl, i cui studenti erano stati in Italia lo scorso mese di gennaio.

Il soggiorno presso le famiglie, selezionate con cura dal prof. Lanfranchi, uno dei docenti di lingua italiana del Sankt-Ursula-Gymnasium, la frequenza delle lezioni e alcune uscite sul territorio hanno caratterizzato l’esperienza a in Germania.

 

“Era il luglio del 1964, stavo per compiere 17 anni - così esordisce Francesco Floris medico comasco - quando sono andato in Inghilterra per la prima volta con due compagni del Liceo Giovio di Como. Uno aveva 16 anni (eravamo più maturi dei ragazzi di oggi? I nostri genitori erano incoscienti?). Ci organizzammo da soli, Erasmus era al di là da venire. Volevamo conoscere la patria dei Beatles e migliorare l’inglese imparato a scuola. L’Europa? Non ci pensavamo, ma sapevamo che a Londra avremmo incontrato ragazzi di tutto il mondo. La mia famiglia non aveva particolari mezzi, io avevo risparmiato all’osso.

Siamo partiti in treno, abbiamo attraversato la Svizzera, la Francia e poi abbiamo preso il traghetto da Calais a Dover. A Londra siamo fortunosamente arrivati al Catholic Overseas Student Fund. Ci siamo fermati nella capitale per 15 giorni, poi siamo andati a Bradford perché conoscevamo un Italiano, quindi ad Edimburgo e una settimana ad Inverness. Per fare nuove amicizie il mezzo è stato giocare a pallone.