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"Un puzzle da ricomporre, in viaggio verso i Balcani”, questo il "filo rosso" per i ragazzi e le ragazze che dal 14 al 22 agosto si recheranno nei Balcani, sostando a Belgrado, Sarajevo e Zagabria, dove vivranno il Campo Giovani dell'Azione Cattolica di Como anche per "seguire" la traccia del Papa che il 6 giugno scorso si è recato a Sarajevo.

Papa Francesco, come si legge nella sua omelia in occasione della visita, ricorda che "Pace è il sogno di Dio per l'umanità, per la storia, con tutto il creato" e, rivolgendosi ai popoli della Bosnia-Erzegovina, aggiunge: "voi che sapete cos'è la guerra conoscete quanta sofferenza, quanta distruzione, quanto dolore implica!".

La scelta del campo Ac non è affatto casuale; infatti, in questo momento gli occhi dell'Europa sono rivolti all'area balcanica che ancora vive le ferite di una guerra in territorio europeo. Dalle differenze interne i Paesi balcanici stanno cercando di ricostruire il proprio futuro. A questo sforzo, dopo molti anni di disattenzione, viene dato riconoscimento da parte delle istituzioni Ue, a partire dallo Stato Italiano, a nome del quale lo stesso presidente Sergio Mattarella si è recato recentemente a Belgrado e in Montenegro. Dal canto suo la Chiesa Cattolica fu sempre presente, anche con il matirio, con il suo messaggio di pace, di riconciliazione e di promozione della dignità e dei diritti della persona. Ancor oggi questa testimonianza è viva ed effiicace.

Da circa una ventina d'anni a questa parte, ovvero dalla fine della guerra nei Balcani, l'Azione Cattolica italiana si è impegnata per creare e mantenere contatti fra la cultura balcanica e quella italiana; da qui la nascita delle scuole interetniche e i gemellaggi fra le diocesi, che permettono la crescita di scambi culturali.

La decisione di svolgere in questi territori del vicino Est-Europa il Campo Giovani è per l’Azione cattolica fare memoria anche del pensiero di Giovanni Paolo II che in Croazia nel 2003 proclamò beato Ivan Merz, un giovane professore che mantenne accesi durante la Grande Guerra la fede cattolica e l’impegno per la pace. Dopo aver combattuto sul fronte italiano a partire dal 1916, interrogatosi sul dolore che era costretto a osservare quotidianamente, si dedicò su invito di Pio XI alla formazione dell’Azione cattolica cioè alla formazione di laici che portassero un contributo forte alla pace e alla giustizia.

Dopo la sua morte, quasi subito si iniziò il processo di beatificazione concluso nel 2003.

Il campo dei Giovani dell’Azione Cattolica diocesana, come si può leggere nel sito dell’associazionesarà un’occasione di conoscenza, di ascolto e di confronto con coetanei ma anche un’esperienza ecumenica e di dialogo interreligioso che si collega a un progetto nazionale (Fiac) della stessa associazione.