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Una biblioteca europea nel cuore di Como. Sì, la nostra Biblioteca Comunale, patrimonio cittadino, a disposizione di tutti, potrebbe anche avere questa ulteriore definizione. Ricchissima di storia e di “pezzi” essa possiede circa 400 mila tra manoscritti, opere a stampa e documenti multimediali. Una biblioteca di conservazione e di consultazione. Opere recenti e opere storiche in essa convivono. Un valore enorme. Ma questa biblioteca, prendendo soltanto in considerazione le lingue “vive” (insomma latino e greco a parte), possiede davvero anche molti testi non in italiano, in alcune delle lingue europee. Per la “sezione storica”, consultabile a catalogo, la parte del leone è costituita da opere (romanzi, si tratta di classi) e saggi  in francese o in tedesco.

Se si pensa alla storia della Lombardia questo ha una spiegazione logica. A noi, però, interessa una goccia in questo mare di “letture”, questa goccia è la sala dello scaffale aperto. Nata agli inizi degli anni 2000 per avvicinare sempre di più il lettore alle opere (si tratta in questo caso di preferenza di romanzi contemporanei), da subito questa sala (luminosa, accogliente, con tavoli e scaffali a vista, come nella biblioteca di casa) è partita con una vocazione multiculturale. Accanto alle opere in italiano (anche in traduzione) si è pensato di collocare romanzi in lingue straniere. Oggi le più rappresentate sono: inglese (703 opere), francese (218), russo (199), spagnolo (156), tedesco (119), ma non mancano alcuni esemplari anche in altre lingue (es: catalano, rumeno, albanese ecc, e ci sono anche libri in arabo o giapponese). Per un totale di 1477 volumi. E’ una sezione in crescita con acquisti e donazioni. Chi la utilizza? Ovviamente, i comaschi di origine straniera, i madre lingua, ma ci sono anche nostri concittadini che provengono da aree extraeuropee il cui patrimonio culturale non è qui disponibile, però molti di loro sanno, come seconda lingua, spesso appresa fin dalla prima infanzia, l’inglese e accedono alla lettura attraverso questa lingua “ponte”, che sta diventando sempre più una lingua globale (anche se nel mondo è tallonata o forse addirittura superata dallo spagnolo).  Negli ultimi tempi sono cresciute le opere in russo, anche questo segno dei tempi. Il francese, sebbene molto presente, sta perdendo terreno. Un tempo era la lingua della diplomazia e della nobiltà. Lo si parlava pure nella corte italiana; adesso, nonostante la Francia faccia di tutto per salvaguardare la sua identità linguistica il gap si vede. La cosa curiosa è che tra questi romanzi in lingua straniera non si trovano solo autori corrispondenti alla lingua in cui sono scritti, infatti, per esempio, il “nostro” Camilleri è presente in tutte le possibili traduzioni.  Tra i lettori, però, ci sono anche italiani: per mantenere viva una lingua appresa magari a scuola o per approfondirla come fanno alcuni giovani. Lo scaffale è ancora “piccolo”, ma il suo “peso” culturale è grande: un’opportunità da non perdere.