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Un robusto filo lega la figura del beato Giovanni Battista Scalabrini e quella della sua Congregazione a Como e a Shenley nell’Hertfordshire, paese a una trentina di chilometri dal cuore di Londra. E’ significativo ricordarlo nel il 110° anniversario della morte del Beato (Piacenza 5 giugno 1905) che - nato a Fino Mornasco l’8 luglio 1837 - fu parroco della popolosa parrocchia di San Bartolomeo a Como (dal 1870 al 1875), prima di diventare vescovo di Piacenza e dare origine alla congregazione religiosa che ideò per seguire pastoralmente gli emigranti (Missionari e poi anche Missionarie di San Carlo), una congregazione oggi sparsa in tutto il mondo, ma che in un primo tempo si occupò dei migranti italiani. Molti di loro, nel corso del Novecento scelsero l’Inghilterra e Londra come luogo di lavoro. Alcuni fecero fortuna e diventati anziani decisero di rientrare in Italia, ma a partire dalla fine degli anni Settanta si cominciò ad evidenziare a Londra la necessità di una casa di riposo per emigrati italiani, i quali ormai avevano i figli che si erano fatti là una posizione grazie ai sacrifici dei genitori.

Questi anziani non avevano motivo di tornare nella patria di origine, ma, almeno nei primi tempi, avrebbero avuto grandi difficoltà in strutture recettive inglesi, per la lingua, che padroneggiavano poco, per lo stile di vita, che non avevano mutato, per la cucina e anche per l’assistenza religiosa, in un paese anglicano. I padri “scalabriniani” di Londra fecero loro questo problema e in particolare uno di essi iniziò a dedicarsi alla sua soluzione. Padre Alberto Vico (vicentino, classe 1929) è italianissimo, ma ormai inglese di adozione. Padre Vico, come molti altri suoi confratelli, fu educato nel seminario scalabriniano che, nell’epoca della Seconda Guerra Mondiale e in alcuni anni successivi (gli Scalabriniani acquistarono la proprietà nel 1940 e la cedettero al Comune nel 1979), era attivo a Cermenate nella Villa Clerici (ora sede dell’Amministrazione e di altri servizi).

Tale seminario era dedicato al beato Scalabrini e al vescovo di Chicago, O’Brien, che ne fu un benefattore. La realizzazione della casa di riposo “Villa Scalabrini” <www.villascalabrini.co.uk> prese avvio all’inizio degli anni Ottanta grazie all’impegno della congregazione scalabriniana e al sostegno fondamentale (che tuttora non viene meno) della comunità italiana inglese, in particolare quella di Londra. Fu individuato uno stabile a Shenley, acquistato e ristrutturato. In origine “Villa Scalabrini” aveva meno della metà degli attuali posti letto, che sono una cinquantina. Nel corso del tempo sono state aggiunte nuove parti al corpo di fabbrica iniziale, attorno al quale si estende un immenso parco. Il personale della casa (che proviene da più nazioni europee) deve essere bilingue, deve parlare inglese e italiano. La struttura è integrata nel contesto dell’assistenza inglese e ne deve rispettare tutti gli standard. Oggi padre Vico ha la responsabilità di cappellano, coadiuvato da alcune religiose nigeriane.