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I Russi amano il lago di Como, lo sappiamo, alcuni ci vivono e c’è perfino una rivista tutta per loro. Ma a ben voler guardare si può dire: nulla di nuovo sotto il sole. E così, rileggendo, per caso, “Tipi e tipe” Bleviani illustri tra Settecento e Ottocento, una vera miniera di notizie scritto da Gianluigi Valsecchi nel…lontano 2003 eccoci all’incontro con il nostro uomo e la sua storia. Il “tipo” è Gregor Petrovich. Un conte, un appartenente all’ antica nobiltà russa, nato a San Pietroburgo (città meravigliosa e cosmopolita come ben sa chi ha avuto la fortuna di visitarla) il 25 ottobre 1804. Il nostro, diciottenne, è capitano degli Ussari e alla corte dello zar Alessandro I incontra Sofia Soltikoff, che diventerà sua moglie.

Attorno al 1840 il Petrovich arriva in quel di Blevio e come era capitato ad altri (e come capiterà anche dopo) si innamora del posto al punto non solo da decidere di venirci a vivere, ma di farsi costruire una villa, chiamata Al Poncett, a strapiombo sul lago, un lago da colpo di fulmine per lui, ma anche per sua moglie Sofia e per i suoi tre figli. Una bella storia? Non del tutto.

Sofia morì poco dopo e il marito fu travolto dal dolore e decise di cambiare totalmente vita.

Senza l’amata Sofia il mondo, con le sue pompe e i suoi lussi non lo interessava più. Donò la villa di Blevio ai Barnabiti e si trasferì a Milano, dove lui stesso divenne barnabita. Dalla metropoli lombarda Padre Petrovich si trasferì a Parigi. Il cambiamento fu davvero radicale, come lui stesso racconta nel libro “La mia conversione e la mia vocazione”. Era stato un diplomatico e si trasformò in Padre Agostino Maria Schouwaloff, abiurando la religione ortodossa ed abbracciando in pieno quella cattolica. Morì, abbastanza giovane, almeno per i nostri canoni attuali, nella capitale francese il 2 aprile 1859 e là è sepolto nel cimitero di Montparnasse.

La villa di Blevio era invece destinata a continuare ad avere importanti agganci “terreni”, infatti alla morte del donatore, i Barnabiti decisero di venderla e ad acquistarla fu una donna che la trasformò in un salotto politico letterario. La nuova proprietaria era infatti la Principessa Cristina Trivulzio Belgiojoso e questo per restare solo nel passato, anche se il recente presente del luogo parla ancora russo…Per restare all’oggi fa pensare come, digitando il nome del “fu” conte russo, diventato poi barnabita, si trovino innumerevoli edizioni (in diverse lingue) della sua unica opera in cui parla della sua conversione, segno evidente che questa trovò e trova favore trai i lettori, di allora e di oggi.

Tra i “Tipi e Tipe” di Valsecchi troviamo anche un altro figlio della madre Russia, arrivato in quel di Blevio negli anni del Petrovich. Era il principe Alexander Troubetskoy, fuggito dalla sua terra per evitare i lavori forzati e approdato in riva al lago, dove rimase a lungo e strinse amicizia con la compatriota Giulia Samoyloff, animatrice di un salotto milanese, ma pure lei innamorata del lago di Como.